Author Archives: Starclima Impianti

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Riscaldamento e caldaie, le nuove norme

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Con l’arrivo dell’autunno è partita anche la stagione degli impianti di riscaldamento. Che, secondo il calendario nazionale, fatta eccezione per alcune zone di montagna (senza limiti) e quelle più calde come la Sicilia (dove i caloriferi potranno essere messi in funzione a dicembre) ha portato al riavvio delle caldaie dal 15 ottobre secondo una tempistica che vedrà (con i prossimi appuntamenti del 1° e del 15 novembre) tutti accesi gli impianti partendo dal Nord al Centro e quindi al Sud.

LE NORME EUROPEE – Quest’anno la riaccensione delle caldaie è coincisa con il recepimento (dallo scorso  26 settembre) della direttiva europea che, come ricorda Federico Musazzi, segretario di Assotermica, prevede l’introduzione obbligatoria dell’etichetta energetica per le caldaie, sia per il riscaldamento, sia per la produzione dell’acqua calda. La nuova etichetta energetica ricalca quelle già utilizzate per tanti elettrodomestici con le lettere dalla A++ e A+ per passare alla A e quindi scendere fino alla G.
Ovviamente più la caldaia è nelle prime classi, maggiore è la sua efficienza energetica e quindi minori sono anche i consumi con scarti anche del 10-20%. La nuova normativa impone anche l’obbligo di immettere sul mercato solo caldaie a gas di nuova generazione, generalmente quelle definite a condensazione, che assicurano risparmi di circa il 20-25%. Le vecchie caldaie non a condensazione, già presenti nei magazzini dei rivenditori, possono però ancora essere vendute fino all’esaurimento delle scorte. Costano meno (da 700-800 euro a più di mille mentre per le altre si arriva a 2000-2500 euro) ma non usufruiscono del bonus fiscale del 65%. In più quelle a condensazione cosentono un risparmio medio annuo a famiglia di circa 200 euro.

LA REVISIONE DELLA CALDAIA – Oltre alle novità normative è importante la cura degli impianti di riscaldamento che non è solo una buona pratica per assicurarsi il caldo nella stagione invernale in tutta sicurezza e per consumare meno ma è anche un obbligo di legge. Se non si esegue il controllo dell’efficienza energetica nei termini stabiliti dalla legge, in caso di ispezione si può rischiare una multa che va da un minimo di 500 a un massimo di 3.000 euro.
La legge prevede che l’onere di effettuare  i necessari controlli dello stato dell’impianto termico  sono a carico del singolo cittadino (impianto autonomo) o dell’amministratore del condominio (impianto centralizzato). La nuova normativa del 2013 ha modificato la periodicità della revisione dei fumi e della combustione della caldaia ma ha anche previsto che le Regioni, le Province e i Comuni (sopra i 40mila abitanti) possano prevedere  tempi più ravvicinati rispetto a quelli previsti dalla legge nazionale.

TEMPI E COSTI –  Il controllo della caldaia deve essere eseguito da tecnici abilitati , certificati dalla Camera di Commercio per lo svolgimento della specifica attività di manutentore. Non devono essere per forza i tecnici autorizzati dall’azienda che ha prodotto la caldaia ma anche centri di assistenza multimarca. La periodicità dei controlli dipende dalla zona di residenza, dall’età della caldaia, dalle prescrizioni dell’installatore o dal libretto del produttore. La manutenzione ordinaria, prevista anche per la classica caldaietta autonoma domestica con una potenza inferiore a 35 kw, di solito viene fatta ogni anno o al massimo ogni due. Per gli impianti fino a 100 kw il controllo dell’efficienza energetica e quindi della combustione e dei fumi deve essere fatto ogni due anni se alimentati a combustibili liquidi e solidi (gasolio e legna) e ogni quattro per quelli a gas (metano) e Gpl.
Oltre i 100 kw i tempi si dimezzano. In molte città però questi tempi sono inferiori (rispettivamente uno e due anni) e quindi è bene informarsi presso il proprio Comune sulle normative adottate. Sarà compito del tecnico trasmettere al Comune il rapporto di efficienza energetica mentre è buona regola, in caso di un’ispezione, consigliano ad Altroconsumo, avere il libretto dell’impianto aggiornato e anche le fatture che comprovano l’intervento del manutentore. Intervento che, secondo un’inchiesta sempre di Altroconsumo, ha prezzi diversi a seconda del singolo centro e soprattutto delle città, con una media di 107 euro. Buona regola è quindi chiedere più di un preventivo mentre, specialmente se si vive in una grande città, si può  risparmiare anche il 50% sfruttando le promozioni offerte dagli acquisti di gruppo (i classici online) sapendo però che bisogna prenotare l’intervento in anticipo e accertarsi che si tratti di un manutentore qualificato.

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Stufa a pellet, I vantaggi

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I pro (e i contro) di installare una stufa a pellet

Le stufe a pellet hanno letteralmente invaso il mercato del termoarredo, ma non tutti hanno ancora un’idea chiara del loro funzionamento, e soprattutto di quali sono i vantaggi e quali gli svantaggi. Cerchiamo di fare un po’ di luce, partendo da che cos’è il pellet: si tratta di un combustibile ricavato dall’essicazione della segatura, che viene poi compattata sotto forma di tanti piccoli cilindri di dimensione variabile. Essi sono a tutti gli effetti biocombustibili, perché derivano da un elemento naturale rigorosamente non trattato (la lignina contenuta nel legno permette di compattare le particelle senza l’aggiunta di additivi).
La stufa a pellet dal punto di vista estetico è simile ad una normale stufa a legna, realizzata con conduttori in acciaio inox o ghisa, rivestita di materiali vari (pietra, metalli, ceramica, vetro) e con un design che negli anni è diventato sempre più affine allo stile contemporaneo. In aggiunta alle stufe si possono installare caldaie che permettono di collegarsi all’impianto di riscaldamento di casa. La combustione crea anidride carbonica e fumi che vengono espulsi grazie ad una ventola per il tiraggio che li espelle tramite la canna fumaria o il collegamento con l’esterno (che può anche combaciare con una parete perimetrale perché essendo un movimento meccanico non necessita del tiraggio verticale). La stufa a pellet
Dunque, quali sono i suoi vantaggi? I vantaggi di una stufa a pellet risiedono principalmente nella comodità d’uso. Essa funziona infatti con accensione automatica e comandata, basterà riempire il serbatoio di pellet e premere un pulsante. Il pellet si acquista in sacchi e in base alla sua qualità può variare la resa in termini di calore e velocità di combustione, ma in linea di massima una ricarica di serbatoio basta per un paio di giorni se la stufa rimane accesa durante le ore diurne e qualche ora la sera. Rispetto alla legna il pellet è un materiale comodissimo da utilizzare, inoltre è perfettamente essiccato, non richiede accensioni complicate, e una volta partito il fuoco non c’è bisogno di controllarlo o riattizzarlo. La manutenzione di queste stufe non è particolarmente complessa, perché non si formano cenere o braci (i pochi residui che rimangono vanno aspirati una volta alla settimana circa). La stufa a pellet  tttt
Veniamo quindi agli svantaggi. La stufa a pellet costa mediamente di più di una classica a legna, e il pellet è un materiale che occorre acquistare – e anche in questo caso il costo non è basso. Funziona come un elettrodomestico, ovvero tramite corrente elettrica, ed è quindi soggetta a consumi oltre che dipendente dall’impianto. Il suo combustibile crea dipendenza, ovvero è l’unico che si può utilizzare e occorre per forza acquistarlo. Inoltre le stufe a pellet producono un leggero rumore, un ronzio costante, e se installate in una stanza di dimensioni limitate seccano molto l’aria: è importante dotarle di un piccolo serbatoio per l’acqua o semplicemente mettere un recipiente con acqua sopra di esse.

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Idraulico Lodi e Milano.

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Idraulico Lodi e Milano, Starclima effettua con cura lavori di impiantistica, ristrutturazione, manutenzione e riparazione.

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La Starclima, Idraulico Lodi e Milano, realizza impianti tecnologici con esperienza e professionalità, seguendo con scrupolosa attenzione tutte le innovazioni del settore termoidraulico, gas, riscaldamento e condizionamento, dalla casa all’industria.

Oggi possiamo proporre una vasta gamma di prodotti certificati CEE, studi tecnici ed architettonici per la fornitura e posa di impianti di ottima di ottima qualità. Riparazioni e manutenzione con celerità.

Siamo a vostra completa disposizione per preventivi senza impegno.

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Realizziamo i seguenti impianti di riscaldamento

Caldaia a condensazione
La caldaia a condensazione è in grado di ottenere un rendimento superiore rispetto ad una caldaia tradizionale: al contrario delle tradizionali, infatti, permette di recuperare e sfruttare anche il calore dei fumi prodotti dalla combustione (di metano, gpl o gasolio) e del vapore acqueo che i fumi contengono.

Questo consente di sfruttare una risorsa di calore in più, dunque, che nelle caldaie tradizionali invece va dispersa e, di conseguenza, guadagnarci durante l’uso risparmiando sui consumi di combustibile, il che si traduce in un maggior risparmio economico ed una riduzione dell’inquinamento ambientale. Inoltre, grazie alle ultime agevolazioni fiscali è possibile detrarre gran parte delle spese sostenute sia per l’acquisto che per l’installazione.

Impianto a radiatori/caloriferi
Realizzare un impianto di riscaldamento a TERMOSIFONI significa ottenere benessere fisico immediato e sicurezza totale. Tutto ciò è garantito dall’acciaio di ottima qualità, di cui sono prodotti, trattato con verniciatura di protezione anti-corrosione. Questi radiatori sono dei naturali complementi d’arredo delle pareti e si possono accostare ad ogni esigenza di design grazie alle molteplici forme, dimensioni e colori disponibili sul mercato. Inoltre per i radiatori da bagno è disponibile una vasta gamma di accessori, tanto da renderli parte integrante dell’arredamento.

Impianto a pavimento
Un impianto di RISCALDAMENTO A PAVIMENTO è un sistema che funziona a bassa temperatura, la diffusione del calore è affidata al corpo scaldante grande quanto la superficie del pavimento. L’acqua che circola in questa rete di tubi annegati nella soletta del pavimento, ha una temperatura ben inferiore a quella di un impianto tradizionale a radiatori, ciò permette un notevole risparmio sui costi di gestione con costi di manutenzione pressoché nulli. Questo risparmio è garantito anche dall’isolamento termoacustico che il pavimento ha verso il basso e verso le pareti, dovuto al pannello isolante dove è steso il tubo. Garantisce un elevato grado di comfort ripartendo il calore in modo uniforme su tutta la stanza e creando quindi ambienti sani e confortevoli. Inoltre permette una totale libertà di arredamento perché il calore è emesso in modo invisibile, lasciando così libere tutte le pareti.

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Sostituzione caldaia a gas: quando occorre la relazione tecnica

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Un installatore ci ha chiesto chiarimenti nel caso di sostituzione di una vecchia caldaia alimentata a gas con una nuova caldaia a condensazione, sempre alimentata a gas. In particolare ci ha chiesto se l’intervento deve essere inteso come cambio di tipologia del generatore e quindi necessita compilare la relazione tecnica e dichiarare la conformità delle opera al progetto ai sensi del D.M. 26 giugno 2015

Ecco la risposta dell’esperto Starclima Impianti: In riferimento all’allegato 1 p.to 2.2 del D.M. 26 giugno 2015 (cosiddetto decreto requisiti minimi), l’intervento prospettato non costituisce cambio di tipologia perché il nuovo generatore di calore utilizza la stessa tecnologia di combustione e lo stesso vettore energetico (il gas). Infatti, le disposizioni precisano che solo nel caso di un “eventuale cambio di combustibile o tipologia di generatore, come, ai soli fini esemplificativi e in modo non esaustivo, la sostituzione di una caldaia a metano con una caldaia alimentata a biomasse combustibili”, e quindi se sussistono queste condizioni è obbligatoria la relazione tecnica indipendentemente dalla potenza del generatore di calore.

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Arriva l’Inverno: ecco 5 consigli per sbrinare il parabrezza delle auto

Sbrinare il parabrezza – La stagione invernale e ormai alle porte e le prime gelate mattutine iniziano a farsi frequenti. In questo editoriale elencheremo alcuni consigli utili su come sbrinare il parabrezza in maniera veloce e sicura.

Attrezzarsi con spray decongelante: esistono diversi tipi di spray decongelanti che liberano in maniera veloce ed efficace il parabrezza dalla brina.
Munirsi di raschietto da ghiaccio: rappresenta sicuramente la soluzione più comoda ed economica, tuttavia in determinate situazioni non riescono a pulire completamente il vetro.
Miscelando 1 parte d’acqua e 2 di alcool si ottiene una miscela che scioglie velocemente lo strato di brina. I residui possono essere rimossi con una spatola.
Tagliare una cipolla e strofinarla sul vetro ghiacciato. Non sappiamo effettivamente quanto questo metodo possa essere efficace ma diverse utenze ci hanno confermato che un minimo effetto si nota.
Munirsi di telone per coprire l’autovettura resta sempre la soluzione migliore.


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Scaldare con il condizionatore mette d’accordo portafoglio e ambiente. Staclima Impianti idraulico Lodi

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I mesi di gennaio e febbraio ci parlano dell’arrivo della bella stagione. E chi è previdente comincia a valutare proprio adesso l’acquisto di un condizionatore per l’estate. Tra tante voci contrarie, Fiori&Foglie si schiera a favore di questo acquisto, considerando però di cercare un prodotto che combini la funzione estiva con quella invernale, ovvero sia dotato della cosiddetta “pompa di calore”. Ci siamo domandati infatti se questa scelta va incontro anche all’ambiente, oltre che alla tasca. L’abbiamo chiesto al nostro esperto, l’Ing. Ballarini. Ecco il suo parere sulla questione.

Ing. Ballarini, a cosa servono i condizionatori dotati di pompa di calore?
Le pompe di calore sono capaci di fare una specie di magia: moltiplicano i kilowattora: questo perché, come dice il nome, li estraggono dall’ambiente esterno e li “pompano” a temperatura piu’ alta nelle nostre case.

Sono apparecchi efficienti?
Ormai gli apparecchi piu’ moderni possono avere dei rendimenti COP spettacolari, anche superiori a 5.

Che cosa significa?
Significa che in pratica scaldano approssimativamente 5 volte di più di una stufetta elettrica o un termoventilatore, a parità di consumi.

Per capire meglio, può farci un paragone con il metano?
Possiamo fare un veloce “conticino della serva”, valutando sia i costi per l’ambiente che per il portafoglio. Ipotizziamo di avere una data quantità di metano per un totale di 1 kwh di energia chimica. Se lo bruciamo in una caldaia tradizionale, otteniamo circa 0.8-1 kwh di energia termica direttamente utilizzabile per la casa. Se lo stesso metano viene bruciato in una centrale elettrica di ultima generazione a ciclo combinato (in Italia gran parte dell’elettricità viene prodotta da metano) possiamo produrre poco più di 0.5 kwh elettrici. Questi utilizzati nel nostro split domestico possono fornire fino a 2.5 kwh termici.

Quindi con la stessa quantità di metano, con la pompa di calore scaldo più del doppio? Ma che impatto ha sull’ambiente questa scelta?
Scaldando più del doppio, di conseguenza produco la metà dei gas serra. Insomma, dispersioni a parte, sembra che riscaldare con lo split sia un buon affare anche per l’ambiente e per la nostra dipendenza da combustibili fossili. Soprattutto quando l’elettricità è fornita da fonti rinnovabili.

Ma l’elettricità non è un tipo di energia piuttosto costosa?
In Italia l’elettricità non è a buon mercato e dipende molto dal tipo di contratto che si ha con la società fornitrice. Nonostante questo, con degli split con rendimenti così alti, anche pagare all’Enel il kwh sui 25centesimi (facendo una stima prudenziale) significa pagare il kwh termico 5-6cent. Che è un ottimo prezzo paragonato ad altri tipi di riscaldamento.

Installare un condizionatore richiede grossi lavori di muratura?
No, una pompa di calore si può installare facilmente senza opere murarie e considerato che la usiamo anche d’estate, svolge un doppio servizio. Attenzione però: un limite delle pompe di calore per riscaldare è la temperatura esterna. Quando è troppo bassa, il rendimento diminuisce, soprattutto con temperature minime.

Qual è dunque la sua conclusione?
In sintesi: non consiglierei di basare il riscaldamento della casa solo su “split” commerciali, ma utilizzarli anche massicciamente come impianto aggiuntivo non danneggia né il portafoglio né l’ambiente, può anzi essere più conveniente che alzare la temperatura dell’impianto tradizionale o estenderlo. Questo è ancora più vero se abitiamo nelle regioni meno fredde. Nel caso invece in cui vogliamo sostituire completamente l’impianto domestico con una pompa di calore adatta (quindi non gli split, parliamo di soluzioni più impegnative) ci sono anche delle agevolazioni fiscali.

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Edili e impiantisti elettrici: l’Unione propone due incontri ‘a misura di artigiano’

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L’Unione Artigiani e Imprese Lodi organizza in collaborazione con Isolmat e Beghelli due incontri tecnici di aggiornamento: uno nel settore dell’ edilizia ed il secondo nel settore elettrico.Il primo si terrà martedì 17 novembre alle ore 14.00 presso la sala conferenze dell’associazione a Lodi, in via Lago Maggiore, 2, con il patrocinio del collegio provinciale dei Geometri e avrà come titolo “L’Acustica in Edilizia” con relatori l’arch. Lorenzo Calabrese e Mauro Deidda. I temi trattati saranno:

  • la teoria e la pratica acustica: normativa, problematiche di cantiere e soluzioni
  • il risanamento acustico: partizioni verticali
  • il risanamento acustico: partizioni orizzontali
  • la normativa termica
  • risanamento a basso spessore
  • la correzione acustica degli ambienti
    Il secondo incontro si terrà giovedì 19 novembre alle ore 18.00 sempre presso la sede dell’Associazione e avrà come titolo “L’Illuminazione a led”. I temi trattatati saranno:
  • Linea Stella Polare Beghelli
  • Illuminazione di emergenza e ordinaria a Led
  • Progetto Beghelli Un Mondo di Luce a Costo Zero

Siamo orgogliosi di queste due iniziative, sottolinea Sangalli (Segretario Generale Unione Artigiani e Imprese Lodi) perché coniuga la nostra voglia di spingere gli associati ad innovare e rinnovarsi in un momento in cui ciascuno deve reinventare la propria storia e professione. Crediamo che solo attraverso una continua formazione si potrà rimanere competitivi coprendo nuove opportunità di lavoro”


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ATTENZIONE! Donna a Pavia truffata da falso idraulico. Rivolgetevi solamente ad esperti qualificati

PAVIA. Truffata da falso idraulico e dal complice che si è spacciato per ispettore di polizia. Il bottino del colpo ai danni di Giuseppina B., una donna di 66 anni che abita in via Andreoli, ammonta a circa settemila euro di cui duemila in contanti. I due truffatori, che pochi minuti prima avevano messo a segno un’altra truffa nello stesso palazzo, si sono allontanati senza lasciare tracce. Gli agenti della squadra volante della questura hanno aperto un’inchiesta ma, per il momento, non ci sono tracce dei responsabili.

La truffa è stata messa a segno nel primo pomeriggio di martedì. Ecco una prima ricostruzione effettuata dalla polizia. Giuseppina B. stava rientrando a casa quando sul pianerottolo di casa (abita al terzo piano) ha incontrato un uomo dell’età di circa 30-35 anni che indossava un giubbotto scuro. «Mi deve fare entrare in casa – ha detto con voce molto cortese – perchè sono l’idraulico che deve controllare le valvole dei termosifoni. La donna lo ha fatto entrare in cucina. Il truffatore ha lasciato la porta aperta e, di nascosto, è entrato anche un complice che ha preso il denaro nascosto in camera da letto. Poi si è presentato a Giuseppina B. come ispettore di polizia e ha mostrato alcune lettere della donna che aveva appena preso in camera da letto. «Vada a vedere se manca altro», ha detto al padrone di casa. Giuseppina B., è entrata in camera e ha scoperto che mancavano duemila euro. E’ andata in un’altra camera a vedere se l’ora c’era ancora e i truffatori hanno scoperto dove erano nascosti i gioielli. Hanno preso anche quelli e sono fuggiti. La padrona di casa si è accorta che le mancava anche l’oro e ha chiesto l’intervento della polizia. Gli agenti della volante hanno effettuato un sopralluogo.(a. a.)


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Ristruttura il tuo bagno con Starclima e usufruisci delle detrazioni fiscali per la casa!

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Come ormai tutti sappiamo già da diversi anni esiste una norma che permette di usufruire della detrazione fiscale per interventi di ristrutturazione edilizia. Nel corso del tempo la normativa è stata più volte modificata fino ad arrivare alla legge 147/2013, che ha prorogato al 31 dicembre 2014 la possibilità di usufruire di una maggiore detrazione Irpef in misura del 50%, con il limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. Nel 2015 la detrazione scenderà al 40% fino a tornare al 36% a partire dal 1 gennaio 2016.

E’ stata inoltre prorogata la possibilità di usufruire della detrazione anche per:

- Interventi antisismici sulle costruzioni nella misura del 65% fino al 31 dicembre 2014, e del 50% fino al 31 dicembre 2015

- Acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ finalizzati all’ arredo di immobili in ristrutturazione.

A QUALI LAVORI SPETTA L’AGEVOLAZIONE?

1) interventi di manutenzione ordinaria [Dpr 380/2001 art. 3, lettera a)] effettuati sulle parti comuni degli edifici.

Rientrano tra queste opere per esempio: le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici, quelle necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti. La sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti, la tinteggiatura delle pareti, soffitti, infissi interni ed esterni, il rifacimento di intonaci interni, l’ impermeabilizzazione di tetti e terrazze, la verniciatura delle porte dei garage.

2) interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia [Dpr 380/2001 art. 3, lettere a), b), c), d)], effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali, anche rurali, e loro pertinenze.

Rientrano tra gli interventi di manutenzione straordinaria: le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non vadano a modificare i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino mutamenti di destinazioni d’ uso. Alcuni esempi di manutenzione straordinaria sono: installazione di ascensori e scale di sicurezza, realizzazione e miglioramento dei servizi igienici, sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso, rifacimento di scale e rampe, interventi finalizzati al risparmio energetico, recinzione dell’ area privata, costruzione di scale interne.

Rientrano tra gli interventi di restauro e risanamento conservativo: gli interventi finalizzati a conservare l’ immobile e assicurarne la funzionalità per mezzo di un insieme di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali, ne consentono destinazioni d’ uso con esso compatibili.

Rientrano tra gli interventi di ristrutturazione edilizia: quelli rivolti a trasformare un fabbricato mediante un insieme di opere che possono portare ad un fabbricato del tutto o in parte diverso dal precedente come: demolizione e fedele ricostruzione dell’ immobile, modifiche delle facciate, realizzazione di mansarde o balconi, costruzione di servizi igienici in ampliamento delle superfici o volumi esistenti

3) altri interventi specifici per cui si rimanda alla normativa.

PER QUALI SPESE SPETTA L’AGEVOLAZIONE?

Oltre alle spese necessarie all’ esecuzione dei lavori, dono detraibili anche tutta una serie di altre spese come:

- Le spese per la progettazione e altre prestazioni professionali connesse in relazione al tipo di intervento

- Le spese per la messa in regola degli edifici [DM 37/2008 sugli impianti elettrici, legge 1083/71 sugli impianti a metano]

- Spese per l’ acquisto di materiali

- Spese necessarie per perizie, sopralluoghi, redazione di dichiarazioni di conformità

- Oneri di urbanizzazione

- Altre spese per cui si rimanda alla guida

COSA DEVE FARE CHI RISTRUTTURA PER FRUIRE DELLA DETRAZIONE?

Non è più necessario dare alcuna comunicazione fiscale preventiva (restano salvi, ovviamente, tutti gli obblighi edilizi ed autorizzativi richiesti dalle Amministrazioni locali e sovracomunali, oltre che gli obblighi Asl, ove richiesti dalla normativa).

I pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale, in cui risulti come causale del versamento il riferimento alla norma, i codici fiscali del soggetto che paga e di chi viene pagato. Le ricevute di versamento degli altri pagamenti che non possono essere effettuati tramite bonifico.

Al momento della redazione della Denuncia dei redditi il proprietario o l’ avente titolo deve esibire   le ricevute dei pagamenti, oltre che le abilitazioni amministrative all’ esecuzione dei lavori, le ricevute di pagamento Imu, ed altri documenti specifici.

VENIAMO ORA AL NOSTRO BAGNO!

A chi non si intende di edilizia forse la descrizione fatta in precedenza ha detto poco!

Di certo è chiaro che la detrazione spetta a chi effettua interventi corposi, come demolizione di pareti, rifacimento totale dell’ impianto elettrico, demolizione e fedele ricostruzione dell’ edificio.

Ma nel caso di piccoli interventi? Se devo semplicemente “rifare un bagno”, magari dotandolo di sauna o bagno turco, posso usufruire delle detrazioni fiscali?

Come viene spiegato i piccoli e piccolissimi interventi solitamente vengono compresi nella definizione di “manutenzione ordinaria”, per i quali sono detraibili solo i lavori effettuati sulle parti comuni degli edifici (lastrico solare, fondazioni, scale o atrii…), mentre alcuni lavori leggermente più corposi vengono classificati come “manutenzione straordinaria” (demolizione di pareti, recinzioni…).

Dobbiamo quindi capire quali differenze esistono tra:

“opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici, opere necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”, e “opere e modifiche necessarie per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici”.

In pratica dal punto di vista edilizio, sostituire semplicemente i sanitari, il pavimento (inteso come posa di piastrelle) e il rivestimento del mio bagno, modificare la disposizione dei sanitari, rientrano tra quelli di manutenzione ordinaria, e quindi non sono agevolabili, mentre mettere mano al fine di migliorare o rendere a norma l’ impianto idrico-sanitario rientra tra le opere agevolabili.

Questo significa che se le tubazioni del mio vecchio bagno sono ormai malridotte, e per sostituirle devo necessariamente rimuovere le vecchie piastrelle e il vecchio massetto, con il conseguente risultato di essere obbligato a sostituire anche i vecchi sanitari e i rivestimenti, in questo caso ho diritto alla detrazione.

E’ ora di rinnovare il tuo bagno! Fallo subito perché le detrazioni fiscali verranno diminuite a partire dall’ anno prossimo, approfittane ora! Contattaci subito senza impegno! Saremo a tua disposizione per rispondere ad ogni tua domanda!

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